la motivazione del runner

La motivazione del runner

I giovani o meno giovani che non hanno mai praticato podismo, pensano che il nostro sport sia noioso e faticoso. Oggi praticare running ha un significato universale: è una necessità. I primi runners negli anni 70 venivano derisi o additati per strada come “soggetti strani”. Oggi a tutte le ore del giorno e della notte si incontrano persone che corrono. La motivazione del runner è il benessere psicofisico.

L’ambiente nel quale viviamo porta sempre più verso un tipo di vita sedentario, e soprattutto in questo particolare periodo di pandemia, rallenta moltissimo i rapporti sociali. Quindi correre non fa bene soltanto ai muscoli e all’organismo, ma anche alla mente. La corsa è una specie di piacevole medicina che: previene dalle malattie metaboliche, rende i muscoli più tonici, migliora l’umore, rende la mente più pronta, più sveglia. Correre permette di sfruttare al meglio le capacità mentali, bastano 30’ di corsa per star bene.

Infatti questo è il tempo minimo necessario per stimolare una sufficiente quantità di beta endorfine, dopamina ed anandamide, le “sostanze della felicità”. La pratica del running è ideale per migliorare la qualità della vita divertendosi. Prima di entrare nei dettagli della descrizione della motivazione voglio riportare questa frase di Derrick Rose citato da V. Penati 2015 “La parola impossibile è stata inventata da chi ha avuto troppa paura di provarci” messaggio molto forte, ma estremamente attinente al nostro mondo e collegata con il concetto di motivazione.

Le motivazioni intrinseche sono senza dubbio collegate al nostro modo di vivere al corsa, riguardano la sfera strettamente personale:

> L’estetica, correre per modificare il proprio corpo, per piacersi e piacere, per dimagrire.

> Migliorare la fiducia in se stessi, nelle proprie capacità.  E’ proprio quella “carica“ generata dalle sostanze prima descritte che genera lo stimolo per allenarsi con regolarità, controllare l’alimentazione.

> Dormire meglio contribuendo a ridurre lo stress, la corsa migliora la qualità del sonno.

> Conoscere meglio se stessi e sentirsi in contatto con i propri pensieri, migliorare la propria intimità. La vita frenetica, i vari di stress tendono a non soffermarsi mai a stare con se stessi. 

> Gestire i momenti di rabbia o di depressione. Capita a tutti prima o poi di essere incavolati neri o di sentirsi veramente giù di corda. Ritagliare un breve spazio per andare a correre aiuta a gestire rabbia o depressione. Se per una serie di motivi non sei in grado di correre allora pensa che prima possibile lo farai, già questo particolare ti farà stare meglio.

> Meditare è risaputo correre è una forma di meditazione soprattutto quando sei concentrato nell’ascoltare, come dico da 21 anni, su ritmo respiratorio.

> Gustare e razionalizzare la competizione. La competizione fa parte della crescita, quindi è utile purchè non si esageri perché a quel punto diventa deleteria.

> Il benessere generale che genera la corsa ha riflessi positivi anche sulla sfera sessuale.

> Conoscere il territorio attraverso la corsa e il turismo sportivo. Sono moltissimi i runner che hanno conosciuto molte città del Mondo andando a correre la maratona. Senza la corsa, personalmente, ma credo anche voi non avremmo mai  conosciuto le strade, i sentieri, i monumenti delle zona dove viviamo.

> Correre è anche la ricerca di momenti di socialità. Il gruppo podistico e le gare sono momenti di aggregazione molto importanti. Noi runners abbiamo e stiamo soffrendo ancora la mancanza delle gare che ci permetteva di ritrovarci.

Le motivazioni estrinseche si rapportano invece alle persone che ci stanno vicine, come famiglia, allenatore, fisioterapista, medico, datore di lavoro…

> Essere in grado di organizzare il tempo da dedicare all’allenamento ed alle gare senza trascurare i rapporti con i familiari

> Dimostrare all’allenatore che i risultati ottenuti sono in parte anche merito suo.

> Dimostrare al medico, al  fisioterapista che le indicazioni date per risolvere un determinato problema vengono eseguite.

Il calo di motivazione. Nell’arco della carriera di un runner possono esserci periodi in cui la voglia di correre  per allenarsi e per gareggiare si abbassa o proprio sparisce. Una delle cause che determinano il calo de la motivazione del runner è spesso causato da una errata definizione degli obiettivi. In particolare il periodo che stiamo vivendo si presta a dei cali motivazionali che possono essere risolti con una programmazione attenta con il tuo trainer. La mancanza di gare, la difficoltà di frequentare amici dell’ambiente fa venire un po’ di tristezza e di conseguenza la voglia di correre o semplicemente di fare attività fisica si affievolisce. Tuttavia può essere anche, come sempre, la ricerca di un momento di svago in solitudine. Non è detto che praticare running abbia sempre il significato di prepararsi a partecipare a gare di varia distanza. L’importante è  porsi degli obiettivi personalizzati in modo da poter continuare a divertirsi nonostante tutto per avere i benefici sul piano psico fisico ed al tempo stesso farsi trovare pronti quando inizieranno le gare. 

Ecco come dovrebbero essere gli obiettivi secondo il metodo SMARTT:

  • SPECIFIC = Specifici
  • MISURABLE = Misurabili
  • ACHIEVABLE = Raggiungibili 
  • REALISTIC = Realistici
  • TIME-RELATED = Basati sul tempo
  • THRILLING = Sfidanti

Analizziamo ora in dettaglio ogni singolo punto 

SPECIFIC > Specifico. Ecco alcuni esempi riferiti al mondo del running. Correre per dimagrire? Migliorare la forza? Ottenere il personal Best su una gara? Sentirti meno stanco? Migliorare la tecnica di corsa? Migliorare la mobilità articolare, fare qualche uscita in bici o andare a nuotare? Non potrei definire specifico porsi come obiettivo diventare campione di briscola, scopone o biliardo. 

MISURABLE > Misurabili. Devi organizzarti per misurare periodicamente, almeno una o due volte al mese i risultati con test come ad esempio: plicometria o BIA, test di forza, il test  Conconi o il test del lattato per la VR. Così come analizzare insieme al tuo allenatore un filmato sulla tecnica di corsa, programmare gare test su distanze inferiori rispetto alla gara che stai preparando.

ACHIEVABLE > Raggiungibili. I test servono per determinare gli obiettivi alla portata di ogni runner. Mi è capitato varie volte di incontrare  runner che si stavano raccontando delle bugie. Erano convinti di poter riuscire ad ottenere con relativa facilità una determinata prestazione su una certa distanza di gara. I test servono a “fotografare” lo stato di forma evitando di programmare obiettivi non alla propria portata o troppo facili da raggiungere. Aiutano a mantenere alta la motivazione di spingersi sempre di più verso nuovi risultati personali.

REALISIC > Realistici. Ecco un altro esempio questa volta  personale. Negli anni 70 la mia corsa lenta era a 4’20” – 4’25”, ieri mattina, quindi circa 50 anni dopo, ho corso 14 km a 6’25”. Se mi ostinassi a voler correre come correvo prima mi distruggerei, non mi divertirei e probabilmente appenderei le scarpe al chiodo. Quindi giusto allenarsi con razionalità, ma accettando l’inevitabile trascorrere degli anni e modulare i propri obiettivi. Analoga situazione si verifica in chi a causa di infortuni o a fattori personali, ha avuto mancanza di motivazione e si trova costretto a stare fermo per un determinato  periodo. Farà un errore se pensa di tornare a correre per ottenere gli stessi ritmi di prima.

TIME RELATED > Basati sul tempo. Quanto tempo hai a disposizione per allenarti? Noi siamo fatti per muoversi, non per stare seduti dalla mattina alla sera. L’attività fisica deve avere il suo spazio giornaliero o almeno deve essere praticata almeno a giorni alterni per poter beneficiare di tutti gli effetti psicologici oltre che fisiologici. Anche questa è motivazione 

THRILLING > Sfidanti. Porsi obiettivi troppo semplici così come troppo complessi e difficili non stimola la motivazione del runner. Per un principiante correre una maratona dopo 4 anni può essere un obiettivo troppo semplice, correrla dopo due invece stimolante perché è realistico. 

 

La stanchezza. Se ti alleni sempre duramente senza inserire nel tuo programma periodi di riposo o basso carico, ad un certo punto potrebbe passarti la voglia di correre. 

Problemi personali. Gli stress non derivanti dalla corsa, ma da altri problemi di lavoro e familiari possono farti sentire fiacco. In questi casi invece di ostinarti a seguire un programma di allenamento che prevede magari ripetute o lavori faticosi, cerca di uscire a correre senza controllare il ritmo, corri per 30-40’ con la testa libera, se possibile in compagnia in modo da poter fare quattro chiacchiere con i tuoi compagni di corsa. Vedrai ti sentirai meglio e non vivrai la corsa come un impegno stressante, ma come forma di rilassamento che ti darà tanta forza.

Cambia percorso. Correre sempre negli stessi posti può creare calo di motivazione. Quando è possibile vai ad allenarti in posti diversi magari approfittando del fine settimana o dei tuoi giorni liberi.

Correre in pista. Per noi runner correre in pista può essere noioso, ma se lo fai in funzione di un miglioramento che vuoi ottenere allora vedrai che sarà più motivante. Il pensiero: correre in pista non mi piace, ma se utilizzo la pista per lavori specifici finalizzati al miglioramento può essere anche una piacevole alternativa. Certamente la pista si presta a lavori molto tecnici che potrai concordare con il tuo allenatore e scoprire magari per la prima volta l’esperienza della pista.

Non ho voglia di correre perché non miglioro. Applicare sempre gli stessi mezzi di allenamento da un certo punto in poi non fa più ottenere miglioramenti. L’organismo deve essere sempre stimolato. Non affidarti però all’improvvisazione o agli allenamenti che fa il tuo compagno di squadra

In gara. Quante volte ti sarà capitato di temere o di non riuscire ad ottenere il risultato sperato perché eri troppo teso, nervoso. Impara ad usare alcuni mantra. Quello che mi piace più di tutti è questo: “Le spalle sono rilassate, le gambe sono rilassate, i piedi toccano e vanno“  oppure  “Ce la voglio fare” mentre sicuramente un mantra demotivante è “non mollare”. Cerca sempre di pensare positivo e trovare motivazioni a farcela non a mollare.

Corro per star bene, per divertirmi. Questo è il pensiero ricorrente e motivante che dovremo sempre avere. 

Fulvio Massini

Fulvio Massini

Founder, Running Coach, Esperto Running

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