Velocità Aerobica Massima (VAM)

La V.A.M ( Velocità Aerobica Massima ) è la velocità a partire dalla quale un essere umano consuma la massima quantità possibile di ossigeno. Cioè raggiunge il VO2Max o massimo consumo di ossigeno.

Al di sotto di questa velocità la maggior parte dell’energia necessaria allo sforzo proviene dalla respirazione aerobica, a intensità più alte l’energia viene fornita tramite il meccanismo lattacido.

Ai fini pratici determinare il valore della Velocità Aerobica Massima di un atleta è fondamentale per poter stabilire il suo livello tecnico. Ovviamente per poter impostare un piano di allenamento adeguato alle sue capacità aerobiche.

In letteratura ci sono diversi test per poter determinare questo valore. In laboratorio si esegue un test incrementale ove si registra la velocità di corsa e il valore del Vo2max (massimo consumo di ossigeno) che viene calcolato con il metabolimetro. Altri test da campo, molto più accessibili ai fini pratici, sono il test dei 6 minuti e il test dei 1500 metri, entrambi da correre al massimo delle proprie possibilità. Secondo questi test, la VAM, misurata in km/h,  corrisponde alla velocità media tenuta dall’atleta durante una corsa della durata di sei minuti. Convertendo il valore in minuti al chilometro si ottiene il ritmo al quale l’atleta raggiunge il Vo2Max.

In termini pratici quando è importante stimolare la V.A.M, quali i mezzi di allenamento che la sviluppano e chi può svolgere allenamenti a tali intensità?

Ipotizzando che un atleta abbia una massima velocità aerobica che corrisponda a 15 km/h, cioè un ritmo di 4’00’’ al chilometro, potrà favorire il miglioramento della sua V.A.M. facendo uno o al massimo due allenamenti  a settimana di ripetute brevi dai 200 ai 500 metri. Queste possono prevedere 10/15 ripetizioni a ritmi più veloci della V.A.M. dai 10’’ ai 20’’. Il recupero tra le ripetizioni può variare dai 60’’ ai 2’, in relazione all’intensità di corsa. Più è intensa la prova e più lungo dovrà essere il tempo di recupero.

L’ideale è mantenere l’allenamento alla giusta intensità per non rischiare di stimolare eccessivamente il meccanismo lattacido. Questi tipi di allenamenti servono a migliorare i tempi di percorrenza nelle gare dai 5 ai 10 km.

Dunque raccomando questo mezzo di allenamento ad atleti in buone condizioni organiche e che non siano affaticati da recenti allenamenti intensi o gare fatte nell’arco delle 48 ore precedenti. Di conseguenza che abbiano muscoli, tendini e articolazioni in perfette condizioni poiché la spinta e l’impatto con il suolo è molto alto. Ne consegue che atleti con capelli tendenzialmente grigi limitino queste metodiche a un paio di volte al mese per non compromettere il loro stato di salute.

Correre veloce e migliorarsi è l’obiettivo tutti i runners, ma ricordo sempre di usare la giusta dose di buon senso. Non farsi prendere la mano, anzi il piede, e che bisogna correre per stare bene.

Buon allenamento!

Antonio De Francesco

Antonio De Francesco

Running Coach, Personal Trainer

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